La stella del tennis italiano Jannik Sinner, attuale numero uno al mondo, è stata recentemente al centro di una controversia sul doping che ha suscitato reazioni contrastanti all’interno della comunità del tennis. A marzo 2024, Sinner è risultato positivo a bassi livelli di clostebol, una sostanza proibita, durante il torneo di Indian Wells. Un campione successivo prelevato otto giorni dopo è risultato positivo allo stesso metabolita. L’International Tennis Integrity Agency (ITIA) ha indagato sulla questione e ha stabilito che la contaminazione era involontaria, derivante dal suo fisioterapista, Giacomo Naldi, che ha applicato uno spray da banco contenente clostebol su un taglio sulla sua mano e poi ha curato Sinner senza guanti. L’ITIA ha accettato che Sinner non fosse a conoscenza della presenza della sostanza e non ha riscontrato alcuna intenzione di imbrogliare, portando a una sentenza iniziale di assenza di colpa o negligenza.
Tuttavia, l’Agenzia mondiale antidoping (WADA) ha fatto ricorso contro questa decisione, portando a un accordo di risoluzione del caso nel febbraio 2025. In base a questo accordo, Sinner ha accettato una sospensione di tre mesi, riconoscendo una responsabilità parziale a causa del principio di responsabilità oggettiva, che ritiene gli atleti responsabili delle sostanze trovate nei loro corpi indipendentemente dall’intenzione. La sospensione è stata applicata retroattivamente dal 9 febbraio al 4 maggio 2025, consentendo a Sinner di tornare in tempo per l’Open di Francia. La WADA ha sottolineato che Sinner non intendeva imbrogliare e non ha ottenuto alcun beneficio in termini di miglioramento delle prestazioni, attribuendo la violazione alla negligenza del suo team di supporto.
Questa risoluzione ha scatenato un dibattito significativo tra i colleghi professionisti del tennis. Il giocatore australiano Nick Kyrgios ha criticato la clemenza della sospensione, sostenendo che mina l’integrità dello sport. Il tre volte campione del Grande Slam Stanislas Wawrinka ha riecheggiato questi sentimenti, esprimendo scetticismo sulla prevalenza di una competizione pulita nel tennis.
Ulteriori controversie sono sorte quando sono emerse riprese che suggerivano che Sinner potrebbe aver violato i termini della sua sospensione allenandosi in campo prima dell’ATP Qatar Open di Doha. Questa potenziale violazione ha intensificato le discussioni sull’applicazione e la coerenza delle normative sul doping nello sport.
In risposta alla situazione, l’ATP ha rilasciato una dichiarazione in cui riconosceva la risoluzione del caso di Sinner e riaffermava i fatti stabiliti dall’ITIA. L’ATP ha sottolineato l’importanza che i giocatori gestiscano i prodotti e i trattamenti utilizzati da loro stessi e dalle loro squadre, evidenziando la natura critica del mantenimento dell’integrità all’interno dello sport.
Sinner, da parte sua, ha espresso il desiderio di superare questo periodo difficile, ribadendo il suo impegno per uno sport pulito e riconoscendo l’importanza di aderire alle normative antidoping. Ha accettato le conseguenze e mira a tornare alle competizioni con rinnovata attenzione.
Questo incidente serve come un duro promemoria della natura rigorosa delle normative antidoping negli sport professionistici e dell’importanza fondamentale della vigilanza tra gli atleti e i loro team di supporto per sostenere l’integrità della competizione.